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Maria Rosa Ranieli

Psicologa per il benessere della famiglia

Come distinguere la fame fisica da quella “emotiva”

da | Lug 21, 2020 | Emozioni

Cosa intendiamo per fame emotiva?

Vi siete mai chiesti come mai durante l’inverno prendiamo peso?

Potremmo rispondere:

“In estate ci si muove di più”

“Si mangiano cibi leggeri, meno grassi e calorici…”

Questo è vero, ma è anche vero che durante l’estate non ci sono prove da superare, né fallimenti da gestire.

Spesso ci rivolgiamo al cibo per trovare sollievo alla noia, all’ansia e alla rabbia, proprio perché il cibo è disponibile in ogni momento, è facile da ottenere e non è particolarmente dannoso.

Questo comportamento viene definito “emotional eating” ed è un comportamento alimentare in cui il cibo è utilizzato per farci stare meglio, per riempire dei “vuoti” emotivi.

Come conseguenza però cosa avremo?

L’emozione negativa rimane e in più compare il senso di colpa per aver mangiato troppo o per aver mangiato cose non necessarie.

Allora cosa possiamo fare per imparare a mangiare quando ne abbiamo veramente bisogno?

Per prima cosa dobbiamo riconoscere l’emozione che scatena questo comportamento e darle un nome e successivamente comprendere la motivazione che ci spinge a mangiare: emozioni o necessità di cibo?

Come facciamo a capirlo?

Di seguito vi riporto una tabella ripresa dall’e-book Psicologia e alimentazione. 5 passi per controllare la “Fame Emotiva”, di Paola Medde e Alessandra Reposati:

LA FAME EMOTIVA arriva all’improvviso

La FAME EMOTIVA richiede una soddisfazione immediata

La FAME EMOTIVA richiede particolari cibi definiti “comfort foods”

La FAME EMOTIVA non si soddisfa anche quando ci si sente fisicamente pieni

La FAME EMOTIVA si avverte dal “collo in su”

La FAME EMOTIVA, porta spesso a sensi di colpa, vergogna e sensazioni di sconfitta

La FAME EMOTIVA porta a mangiare in modo inconsapevole (davanti al pc, mentre si guarda la tv)

La FAME EMOTIVA è preceduta da una specie di visione del cibo “desiderato”

LA FAME FISICA arriva gradualmente

La FAME FISICA può aspettare

La FAME FISICA si soddisfa con qualsiasi tipo di alimento

 La FAME FISICA tiene conto del segnale di sazietà

La FAME FISICA si avverte dal “collo in giù”

La FAME FISICA, dal momento che compare per necessità biologiche, viene percepita come giusta e quindi non dannosa

La FAME FISICA è consapevole e, spesso, viene soddisfatta a tavola

La FAME FISICA parte da una sensazione di vuoto nello stomaco

È bene precisare che utilizzare il cibo, saltuariamente, per sentirsi meglio, non è di per sé una cosa sbagliata. Quando, però, avviene spesso e ogni volta che si è arrabbiati, stanchi, delusi il primo impulso è quello di mangiare cibi ricchi di grassi e zuccheri, i cosiddetti “comfort foods”, allora è necessario comprendere le ragioni di questo comportamento e adottare strategie efficaci, per diventare dei mangiatori CONSAPEVOLI!

Cosa ne pensate?

Vi è capitato di mangiare per “fame emotiva”?

Come avete gestito la situazione?

Vi siete sentite in colpa?

Ti senti frustrata e hai paura di sbagliare tutto?

Ti offro una chiamata gratuita, per conoscerci e capire se il percorso “Bambini Sicuri Adulti Liberi” è la strada giusta per te. 

Per prenotare la tua chiamata CLICCA AL LINK di seguito: 

Sono Maria Rosa Ranieli, psicologa clinica iscritta alla Sezione A dell’Albo Professionale degli Psicologi del Lazio dal 2013 con numero 19830.
Mi occupo principalmente di Psicologia dello sviluppo e dell’Educazione e sono esperta nel sostegno alla genitorialità.
Credo fortemente che per diventare genitori efficaci sia fondamentale valorizzare le risorse delle persone piuttosto che lavorare sui punti di debolezza.
E se, come diceva Dietrich Bonhoeffer: “Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”, la mia mission è quella di aiutare e sostenere i genitori a costruire una società pensata per i bambini.

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