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Maria Rosa Ranieli

Psicologa per il benessere della famiglia

Cosa può fare la musica alla mente del bambino?

da | Lug 20, 2020 | Emozioni

Il “potere” intrinseco della musica nello stimolare l’emotività, la socializzazione e la creatività del bambino

Fin dall’epoca prenatale, il cervello umano è predisposto ad “ascoltare” i suoni che provengono dal contesto esterno.
Berne nel 1961 affermava:

Ogni esperienza, ogni momento, l’essere rilassato, l’essere agitato, ogni attimo di vita intrauterina […] rappresentano dei pezzi di esperienza che il feto memorizza: tutto questo viene organizzato e va a far parte del bagaglio esperienziale del feto.

Trascurare l’ascolto musicale e successivamente l’educazione musicale, significherebbe privare il bambino della possibilità di sviluppare in toto le sue potenzialità.

Perché è così importante la musica?

Lo psicologo H. Gardner ha individuato sette intelligenze: linguistica, logica-matematica, spaziale, corporeo-cinestetica, interpersonale, intrapersonale e musicale.

Ognuno di noi nasce con alcune intelligenze particolarmente sviluppate e con specifiche predisposizioni per una intelligenza piuttosto che per un’altra. Ma la predisposizione innata da sola non basta, è necessaria una giusta stimolazione.

Questo vale non solo per chi possiede talento specifico nell’intelligenza musicale, ma soprattutto perché la musica ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo del cervello del bambino.

Per ascoltare, cantare o suonare si attivano entrambi gli emisferi: quello destro deputato all’elaborazione delle emozioni e delle capacità sensibili, coglie il timbro della musica e la melodia.

L’emisfero sinistro, che controlla i processi logici, analizza il ritmo e l’altezza dei suoni. Il risultato è un intenso dialogo tra le due parti che porta altri benefici, come ad esempio la capacità di formulare ragionamenti astratti, la possibilità di aumentare le competenze analitiche, matematiche e linguistiche; inoltre, migliora le competenze nella gestione delle emozioni, sviluppa capacità di autocontrollo e di concentrazione.

Come stimolare l’intelligenza musicale?

Sappiamo, dalle molte ricerche in psicologia prenatale, che già tre mesi prima della nascita il bambino percepisce i suoni, reagisce agli stimoli e, una volta nato, mostra di riconoscere brani che la mamma ascoltava in gravidanza.
Pertanto, è importante che i genitori si facciano carico di ascoltare insieme al bambino musica di generi diversi (classica, pop, orientale…).

È, altresì, importante liberarsi delle proprie preferenze di generi musicali per non limitare, nel bambino, l’esplorazione e la conoscenza di generi diversi.
Non limitare l’esposizione dei bambini alla musica trasmessa in radio o in televisione, anche questo fa parte della quotidianità e quindi della spontaneità, dell’autenticità di ognuno, della gioia che si prova mentre magari si sta facendo un dolce ascoltando una dolce bachata…

…Dimmi e io dimentico; mostrami e io ricordo; coinvolgimi e io imparo“. (Benjamin Franklin)

E tu cosa ne pensi della musica?
Sapevi dell’importanza di tale strumento?
Hai avuto o hai difficoltà ad utilizzare la musica come stimolo?

Ti offro una chiamata gratuita, per conoscerci e capire se il percorso “Bambini Sicuri Adulti Liberi” è la strada giusta per te. 

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Sono Maria Rosa Ranieli, psicologa clinica iscritta alla Sezione A dell’Albo Professionale degli Psicologi del Lazio dal 2013 con numero 19830.
Mi occupo principalmente di Psicologia dello sviluppo e dell’Educazione e sono esperta nel sostegno alla genitorialità.
Credo fortemente che per diventare genitori efficaci sia fondamentale valorizzare le risorse delle persone piuttosto che lavorare sui punti di debolezza.
E se, come diceva Dietrich Bonhoeffer: “Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”, la mia mission è quella di aiutare e sostenere i genitori a costruire una società pensata per i bambini.

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